“Capissce a mmè? Do you understand me?“ Nella vita di tutti i giorni, quando comunichiamo, spesso le parole da sole non sono sufficienti per esprimere un concetto o semplicemente uno stato d’animo. Per trasmettere a chi ci ascolta il nostro messaggio, ci avvaliamo in maniera del tutto inconsapevole di gesti, sguardi ed espressioni che rafforzano il valore delle nostre parole.

Al contrario, un semplice gesto da solo può dire tutto, ma tradurlo in immagine non è facile. A tal proposito vi parliamo del bellissimo progetto lanciato da Anna Simi una giovane fotografa barese, che ci racconta come il suo progetto sia nato, passeggiando un pomeriggio con un collega per le vie della città vecchia di Bari e osservando i modi di fare, la gestualità così espressiva e autentica dei cittadini. Il tentativo di abbinare il gesto all’immagine è stato ispirato dall’atmosfera goliardica di quelle ore trascorse nel centro storico di Bari, dall’incontrare persone comuni che si esprimevano in maniera schietta usando i  gesti piuttosto che tante parole.

Tentativo riuscito? Sì, perché Anna Simi in un libro intitolato Capissce a mmè? Do you understand me? ha saputo cristallizzare in 40 scatti i gesti quotidiani che finiscono per tracciare i segni distintivi di un popolo, dei suoi modi di vivere e di essere e delle tradizioni pugliesi.


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Perché la scelta del bianco-nero? Perché il bianco-nero esprime l’essenziale: aiuta a vedere l’anima di una cosa, una persona, un luogo; racconta di persone comuni in una quotidianità non comune al resto del nostro Paese.

La particolarità del libro, sono le didascalie, che offrono una spiegazione esaustiva del gesto, scritte in italiano direttamente dall’autrice e tradotte anche in lingua inglese.

L’autrice ci spiega come il tema su cui verte l’intero libro è il linguaggio del corpo tradotto in una ricerca, in quanto, ogni movimento gestuale si rifà ad una tradizione culturale o a delle leggende.

Edito da Claudio Grenzi Editore ed in vendita presso Feltrinelli, il libro, che è uscito a marzo,  ed è stato presentato prima all’estero, in Spagna con due date e successivamente a Bruxelles, con l’aiuto dei vari istituti di cultura e associazioni italiane.

 

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