Il fascino ancestrale delle Dolomiti Lucane: il Percorso delle Sette Pietre

On 14 settembre 2017 by collaboratori

dolomiti lucaneDolomiti Lucane: cosa vedere? Quando il viaggiatore percorre la strada statale 407 Basentana in direzione Metaponto, lontano, nel cielo terso, vedrà svettare le punte delle Piccole Dolomiti Lucane, espressione di una pittoresca catena rocciosa di arenarie compatte, modellate dagli eventi atmosferici. Incastonati placidamente tra queste rocce, sono i paesi di Castelmezzano e Pietrapertosa, noti per il famoso Volo dell’Angelo. Ma se il viaggiatore lascia la strada statale e si inerpica tra le viuzze dei paesi, sarà catapultato nel tempo in cui Vito ballava con le streghe.

Quando Vito ballava con le streghe: il Percorso delle Sette Pietre

Un libro “stampato” su pietre. Sette, per la precisione. Lunghe duemila metri. Quelle che animano il tragitto tra Pietrapertosa e Castelmezzano, un antico tratturo contadino delle Dolomiti Lucane recuperato per scrivere la storia di racconti tramandati oralmente e di vissuti dell’immaginario collettivo. È una storia del Sud quell’insieme di frammenti che Mimmo Sammartino ha raccolto nel suo libro Vito ballava con le streghe (Sellerio editore Palermo), storia che ha tanto animato gli studi dell’antropologo Ernesto De Martino; storia che fa rivivere al lettore e al viaggiatore il mito e la magia di racconti popolari: quelli delle “masciare”. Erano donne depositarie dell’arte della magia e della fascinazione, che combinavano segni con olio e formule magiche secondo riti antichi. Frammenti di un passato ancestrale che si ripropone in un’epoca segnata dalla ragione ma che non finisce mai di sedurre con il fascino della magia misteriosa. Vito era un contadino del Sud che, immerso in un delirio notturno a seguito di una fattura d’amore, ballava con le streghe. Da quella notte, Vito vagava senza meta tra i boschi, ululava con i lupi, piangeva alle cime degli alberi che solenni si stagliavano nel cielo notturno. Un delirio impastato di tenerezza e ferocia, commozione e magia, in cui la formula della fascinazione è figlia di quella terra da cui nasce e di cui si parla. Il viaggiatore percorre il sentiero di pietra tra le pietre lungo il quale la narrazione si traduce in forme visive, sonore ed evocative. Sette pietre per sette parole: destini, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo, delirio. È nella tappa centrale, streghe, che al visitatore viene proposta l’intera storia, attraverso elementi di suggestione scenografica e sonora.

Il vecchio tratturo è articolato su tre percorsi che il viaggiatore potrà scegliere:

la passeggiata letteraria: frammenti narrativi tratti da “Vito ballava con le streghe”;

il percorso “visionario”: itinerario articolato in 7 installazioni artistiche che riprendono l’immaginario popolare condiviso;

l’itinerario paesaggistico: paesaggio naturale lungo un percorso articolato su aree di sosta posizionate negli intervalli tra le diverse tappe.

Castelmezzano e Pietrapertosa: i paesi del Parco Regionale Gallipoli-Cognato

La bellezza narrata non finisce qui. Perché il sentiero che si snoda da Castelmezzano e Pietrapertosa è immerso nel Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Il parco ha un’estensione di 27.027 ettari compresi entro i confini dei comuni di Accettura, Calciano ed Oliveto Lucano in provincia di Matera, e Castelmezzano e Pietrapertosa in provincia di Potenza. Offre la possibilità di visite guidate, undici itinerari diversi per scoprire fauna, flora, siti archeologici, centri abitati. È possibile praticare sport quali Bouldering e Orienteering; noleggiare buoi soprattutto durante la festa del maggio. Si organizzano, inoltre, laboratori didattici quali Volando con le api, Ruscellando, Nature day, Alla scoperta degli abitanti del cielo, Geologicamente, Arte e paesaggio, I segreti dell’orto officinale. Per informazioni e prenotazioni www.volodellangelo.com e www.parcogallipolicognato.it.

Maria Sansone

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