“Com’è profondo il mare” Grotta della Poesia e la sua leggenda

On 19 maggio 2017 by Alessia

In uno dei tratti più incantevoli e di maggiore interesse paesaggistico e culturale, della costa Adriatica è possibile scorgere Roca Vecchia, un angolo di paradiso incontaminato, dove storia e paesaggio si fondono assieme in uno spettacolo unico. Roca Vecchia assieme a Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso fa parte delle tre “marine di Melendugno“. Questa località turistica lontano dalla mondanità delle spiagge affollate, rappresenta una delle aree più affascinanti del Salento, immersa tra alte falesie e reperti archeologici. Con il tempo il mare ed il vento hanno modellato il paesaggio dando vita a numerose grotte, gallerie e cunicoli. Le grotte scavate nelle scogliere calcaree di Roca Vecchia sono state utilizzate  per molto tempo, come luogo di culto da monaci basiliani, che in passato, hanno vissuto come eremiti in questi luoghi.

Nota anche come Grotta della Poesia, questa grotta, rappresenta una delle piscine naturali più belle al mondo e meta preferita anche di molti coraggiosi nuotatori.

Intorno alla Grotta, aleggia una dolce leggenda:

Si narra di una bellissima principessa che amasse fare il bagno nelle acque cristalline di questa piscina naturale. La bellezza di questa fanciulla tanto decantata da attirare schiere di poeti provenienti da tutte le regioni del Sud Italia, per comporre poesie e versi ispirati dalla e alla sua bellezza.

L’area adiacente alla Grotta è caratterizzata dalla presenza del sito archeologico di Roca Vecchia uno tra gli insediamenti archeologici più importanti del bacino del Mediterraneo, grande testimonianza soprattutto per quanto riguarda l’età del Bronzo.

Sul promontorio “zona Castello” è presente la torre cinquecentesca che dall’alto sorveglia questi luoghi incantevoli. Questa torre ha sostituito il castello eretto nel XIV secolo, un tempo posizionato a strapiombo sul mare Adriatico.

Questo luogo così prezioso è oggetto di particolare interesse da parte di molti esperti di archeologia sottomarina. Sui fondali, vi è infatti, un ripetersi di motivi archeologici del retroterra. Una vera e propria città sommersa che, nelle profondità marine, custodisce ancora i segreti di una civiltà fiorita nel terzo e secondo secolo prima di Cristo.
Sempre sul fondo marino si sovrappongono i resti della civiltà greca e romana ed infine di quella turca e saracena la quale ha lasciato le sue tracce sulle rocce del bagnasciuga in segni inconfondibili e ben evidenti.

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