Il borgo di Sant’Ilario e la leggenda dei Cavalieri Templari

On 10 marzo 2014 by collaboratori

Borgo di Sant'IlarioIl mio viaggio parte proprio da qui. Da Sant’Ilario, piccolo Borgo sull’appennino lucano a circa 900 m. nel comune di Atella (PZ). È conosciuto a pochi e solo a chi ama scoprire le bellezze nascoste della Lucania e le tante e misteriose leggende che le accompagnano. La storia che sto per raccontarvi sull’origine del Borgo ha dell’incredibile ed è il frutto dell’osservazione passionale e attenta del luogo di un suo nativo, l’artista e maestro Franco Zaccagnino: mi raccontò tutto quando andai a visitare il borgo.

L’origine del nome: Sant’Ilario

Un nome particolare quello attribuito al borgo e lontano anche dalla storia lucana. La leggenda narra che il nome derivi da Sant’Ilario da Poitiers che pare si fosse fermato in questa località durante il viaggio verso la Terra Santa tra il 315 e il 367. Ma perché un Vescovo così importante e noto Dottore della Chiesa avrebbe dovuto sostare proprio qui, in questo luogo ameno? Dall’altura, volgendo lo sguardo verso nord, all’orizzonte si intravede il Gargano.

Da Castrum a Borgo medioevale fortificato

Panorama sulla valle di VitalbaDalla ricostruzione del maestro Franco, dopo anni e anni di ricerca sul territorio, pare che il borgo fosse stato prima un Castrum e poi un borgo medioevale fortificato. Gli elementi a sostegno della prima ipotesi sono la posizione del Borgo nei pressi del tratturo regio che collegava Potenza a Venosa (percorso anche da Annibale per ritornare a Canne da Numistro, l’attuale Muro Lucano), e l’incisione C e ct sulla pietra di una parete esterna di una casa del Borgo. Le incisioni possono essere lette C come Centuria e ct come centum. Che fosse stato, poi, un borgo fortificato medioevale è da riportare alla presenza di una doppia fortificazione: una esterna e una interna che coincideva con la cinta muraria collegata al muro dietro l’altare della Chiesa. Dalla prima postazione si accedeva alla seconda solo attraverso passaggi obbligati e strettoie. Visto dall’alto, il Borgo appare come un grande quadrato che si affaccia sulla valle di Vitalba da est a ovest dove le fortificazioni o i castelli occupavano gli angoli. Ma cosa poteva mai difendere un sistema così massiccio di fortificazioni poste su un impervio appennino lucano? Ecco che l’ipotesi più accreditata è legata alla presenza dei Templari.

L’organizzazione dell’Ordine Templare nel Borgo

Retro della chiesa a Sant'IlarioGli elementi che fanno pensare ai Templari nell’antico borgo sono diversi. Nella carta topografica del 1750, infatti, figura il toponimo “Castello della Masona”, posto sulla sponda sinistra del torrente Arvivo. Lo stesso toponimo è usato dai Templari a significare “Casa Fortificata”. Inoltre, lungo il torrente Arvivo c’era la presenza di mulini ad acqua. Ciò si spiega con l’attività principale dei Templari all’interno delle Mansioni: produzione di farina che veniva inviata in Terra Santa ai fratelli che difendevano il Santo Sepolcro. Poi, sulla Cappella del Calvario, posta nella parte alta del borgo, ancora oggi è visibile una croce di metallo ricrociata, simbolo dell’Ordine. Ecco che si spiega la possente fortificazione: le Mansioni dei Templari andavano protette a tutti i costi. Eppure da lì a poco scomparve tutto. Come mai? Perché Federico II non voleva che si facessero donazioni all’Ordine: temeva che i Cavalieri diventassero padroni del Regno. Essendo in contrasto con il Papa, confiscò ai Templari tutti i beni e distrusse le loro fortificazioni. Scomparvero il Castello di Sant’Ilario, il borgo medioevale, il Castello della Masona.

Il cerchio si chiude: I Templari e Sant’Ilario

Campanile Sant'IlarioA questo punto ecco svelato il mistero dell’origine del nome: Borgo di Sant’Ilario. Il Vescovo fu uno dei Santi più venerati dall’Ordine Templare e a lui i Cavalieri avevano dedicato in Italia e in Europa molte Chiese e Mansioni, quindi anche il borgo lucano.

Cosa visitare al Borgo e come raggiungerlo

Oltre al Borgo e alla sua Chiesa, si può visitare il Museo dell’Arte Arundiana del Maestro Zaccagnino, il Parco di Sant’Ilario e la Cascata dell’Arundiano. Di particolare interesse sono la Festa dell’Aquilone e il gioco Il Riscatto delle Regine, indossando carte arundiane e muovendosi all’interno del Borgo. Sant’Ilario si raggiunge: A14 uscita Foggia – direzione Potenza S.S. 658, Uscita Scalera- sant’Ilario; A16 uscita Candela – direzione Potenza S.S. 658, uscita Scalera- Sant’Ilario; A3 uscita Potenza-direzione Melfi-Foggia, uscita Scalera-Sant’Ilario. Per contatti: Comitato Pro-Sant’Ilario: proloco.santilario@gmail.com.

Maria Sansone

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