Dal Gargano al Salento: il mare e le sue leggende

On 17 febbraio 2014 by collaboratori

La Puglia, si sa, è famosa soprattutto per il suo mare. La Puglia è il suo mare.

Un legame identitario che da qualche anno racconta di una Terra di divertimento, vacanze, di aperitivi in spiaggia al tramonto e primi tuffi all’alba. Un mare che, però, parla anche di un passato glorioso e lo fa attraverso i fari che si ergono maestosi, i castelli che troneggiano imponenti, i porti brulicanti di culture, popoli e tradizioni.

Dal promontorio del Gargano fino al basso Salento, la costa pugliese è puntellata di insenature, anfratti, faraglioni e grotte carsiche scavate dalla furia del mare. Sono luoghi unici, dalla bellezza mozzafiato, scrigno di leggende mitologiche che immergono il visitatore in una dimensione senza tempo.

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Grotta Sfondata

Tra Peschici, Vieste e Mattinata sulla costa del Gargano, è un continuo susseguirsi di grotte dai nomi curiosi: Grotta Sfondata perché priva di copertura superiore, Piccola grotta Campana, per la sua forma simile, appunto, ad una grande campana , Grotta Calda, per l’inspiegabile tepore che emana al suo interno durante l’inverno, Grotta dei Marmi per le pareti rocciose perfettamente levigate e Grotta Tavolozza per le tinte variopinte delle pareti .

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Pizzomunno – Vieste (FG)

A Vieste, la “Perla del Gargano”, sono presenti diverse splendide spiagge, ma la più famosa è quella di Pizzomunno il cui nome è legato ad un imponente faraglione di oltre 20 metri che si erge di fronte alla costa quasi a guardia della città. Intorno a questa imponente struttura in pietra calcarea aleggiano antiche leggende che rafforzano ancora di più il suo fascino.  La più rinomata e struggente narra la storia di due giovani innamorati di Vieste: Pizzomunno e Cristalda.  Lui, giovane e attraente pescatore, partiva ogni mattina con la sua barca verso il mare, dove ammalianti sirene cercavano di conquistarlo, ma lui, follemente innamorato, rimaneva fedele alla sua Cristalda. Le sirene quindi, irritate, rapirono la bella fanciulla trascinandola nelle profondità del mare. Pizzomunno, impietrito dalla sofferenza, si trasformò nel faraglione che tutt’oggi domina sulla spiaggia di Vieste. Sempre secondo la leggenda ogni cento anni il sortilegio si infrange, e i due giovani possono celebrare il loro amore fino all’alba prima di tornare al loro triste destino per altri cento anni.

Proseguendo verso sud, sino alla punta estrema del tacco d’Italia, arriviamo a San Foca (LE), il cui territorio è ricco di grotte costiere che testimoniano la presenza e l’attività dell’uomo durante l’età preistorica.  Tra le località vicino S. Foca che vantano la presenza di questi capolavori della natura c’è Roca, dove è presente la grotta della poesia il cui nome deriva da “posia” un termine della lingua greca del medioevo che significa “sorgente di acqua dolce” e, infatti, nella grotta ci sono i segni di una fonte che scorreva in passato. In molti però credono che il nome sia legato ad una famosa leggenda che narra di una bellissima principessa che amava fare il bagno in quelle acque dolci; la bellezza della donna incantava così tanto gli uomini che ben presto poeti provenienti da tutto il sud dell’Italia cominciarono a comporre versi in suo onore. Per questo ancora oggi questo luogo è conosciuto come la Grotta della Poesia.

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Grotta Zinzulusa – Castro (LE)

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Grotta Zinzulusa – interno

A Castro invece, incontriamo la splendida grotta Zinzulusa. Il nome deriva dal termine dialettale “zinzuli” che vuol dire “stracci”. Numerose stalattiti infatti si stagliano sul mare come fossero stracci.  Vi si accede  percorrendo il “corridoio delle meraviglie”, un sentiero che conduce fino al “duomo”, un’ enorme cavità dalla forma irregolare e al laghetto Cocito in cui vivono specie di crostacei molto rare. Secondo la leggenda, un crudele barone, padrone di quei luoghi, dopo aver fatto morire di dolore la moglie, costringeva la figlia ad una terribile vita di stenti. Una fata impietosita, cambiò la sorte della giovane fanciulla dandola in sposa a un principe.

Le vecchie vesti, gettate al vento, andarono a pietrificarsi all’interno di una grotta in cui venne fatto sprofondare il padre snaturato, facendo emergere acque provenienti dall’Inferno, il laghetto Cocito. Le recenti indagini archeologiche hanno identificato in Castro il luogo dello sbarco di Enea in Italia narrato da Virgilio nel III libro dell’Eneide.

A partire da aprile fino ad ottobre circa, le località balneari organizzano escursioni in barca che regalano ai visitatori la possibilità di vivere il mare da un’altra prospettiva, di godere appieno delle sue bellezze e di scoprirne gli affascinanti segreti.

(Giovanna Gallo)

 

 

 

 

 

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