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Puglia Turismo

Scorrano, la città delle luminarie protagonista dell’11^ puntata di Music Platform

Scorrano

Continua il viaggio di Music Platform alla scoperta delle meraviglie più intime della nostra Puglia. In occasione dell’undicesima puntata è stata scelta una città salentina, particolarmente nota al mondo per la sua storia: SCORRANO, considerata per eccellenza la capitale delle luminarie.

Un viaggio che toccherà i monumenti più rappresentativi della città. Dalla struttura nobiliare settecentesca di Palazzo Veris, alla chiesetta di San Giovanni Evangelista, dall’affascinante Torre dell’orologio all’imponente Porta Terra, (ad oggi unica testimonianza della cinta muraria che proteggeva la città medievale), fino all’ex Convento di San Francesco d’Assisi, considerata meta di notevole importanza per molti pellegrini che attraversavano ed esplorano queste zone.

La colonna sonora della puntata è stata affidata a Luca Ferrari.

Dj/producer apprezzatissimo nel panorama house internazionale, capace di far parlare di sè grazie alla sua raffinata e mai scontata selezione emotiva vinyl-only e per le numerose collaborazoni con Recycle records, Irma records, Manocalda/Pastaboys, Logical e tante altre.

Scorrano

SCORRANO ED I SUOI MONUMENTI

PALAZZO VERIS

In una delle aree più estese dell’antica città di Scorrano, immersa nel panorama urbano, si trova la monumentale struttura di un grande palazzone: Palazzo Veris. All’entrata è possibile scorgere delle profonde scorciature causate dai bombardamenti, della sanguinosa battaglia otrantina.

Non si sa con certezza a chi appartenesse in principio, questa meravigliosa struttura. Non ci è dato  conoscere nemmeno il suo progettista. Se ne conosce solo l’ultima famiglia proprietaria: i nobili Veris di Melpignano.

Nel corso dei secoli il Palazzo ha subito numerose trasformazioni che hanno influenzato e caratterizzato la sua struttura, partendo dalle origini fino all’attuale destinazione come municipio della città di Scorrano.

Tra la fine del 700 e i primi dell’800 Palazzo Veris venne ristrutturato in modo tale che apparisse più maestoso e potesse contraddistinguersi dalle altre strutture. Si fece questo per un’espressione di grandezza del Casato. Una mossa di stile delle grandi famiglie nobiliari.

Varcando l’ingresso è impossibile non notare la bellezza che anima gli interni di questa struttura. Le stanze presentano volte a padiglione (tipiche degli ambienti nobiliari di quel tempo), decorate da elementi stellati, colori sgargianti, elementi naturali, raffigurazioni di stoffe pregiate e fascioni. Uscendo nel loggione è possibile scorgere un trono in pietra leccese. La grandezza richiama un’antica leggenda popolare secondo cui, Donna Giuseppina, essendo molto robusta, per una seduta comoda richiedeva più spazio.

CHIESETTA SAN GIOVANNI EVANGELISTA

Uscendo da Palazzo Veris, di fronte, troviamo la Chiesetta di San Giovanni Evangelista.

Si viene subito rapiti dal quadro di San Giovanni in fondo all’unica aula di questa piccola struttura. Sui muri laterali della chiesa vi sono due iscrizioni latine dipinte a caratteri maiuscoli del XIX.

L’antica pavimentazione ottocentesca è realizzata in cemento. Procedendo si nota che l’abside semicircolare si macchia di un’ombra. Qui era situato un altare di cui non si conosce il motivo della scomparsa. Le sue forme sono imitate dall’ombra come voler formarne un ricordo in pietra.

Alzando lo sguardo è possibile notare uno stemma di colore blu sgargiante: lo stemma dei Veris. Raffigura un moro col cuore in bocca: la visione iconoclasta di una persona per bene e la grande celebrazione della vittoria nella battaglia di Lepanto.

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TORRE DELL’OROLOGIO

Scivolando per la storia di questa cittadina, sempre qui in questa piazza, si trova la torre dell’orologio.

La sua struttura geniale ne richiama lo sguardo da ogni angolatura. Passeggiando per ogni via di questo meraviglioso borgo antico si può intravedere in lontananza l’architettura. Come un richiamo sempre vivo alla bellezza.

La Torre dell’Orologio, ha tre ordini. Nel primo ordine è inserito lo stemma araldico. Un po’ più in alto, al centro della trabeazione, vi è inciso l’anno di costruzione, il 1819. Il secondo ordine racchiude entro una cornice circolare il quadrante dell’orologio. La struttura termina con gli stipiti a guglie delle campane.

PORTA TERRA

Il viaggio continua osservando la muratura biancastra di un’alta arcata. E’ la porta di Santa Domenica, anche detta Porta Terra. La porta più antica di tutta le terre d’Otranto.

Per Scorrano è l’unica testimonianza ancora esistente della cinta muraria che proteggeva la città medievale, punto d’ingresso al suggestivo centro storico.

All’interno del muro di sinistra vi sono le tracce di un grande affresco, raffigurante Santa Domenica. Datato 1743 si tratta di un ex voto che i cittadini Scorranesi fecero eseguire sulla porta della città per ringraziare la loro Protettrice di averli salvati dal terremoto che in quell’anno fece centinaia di vittime.

Il dipinto posto nella parte posteriore raffigurante la Santa, è contenuto ad incastro in una cornice tardo barocca. I colori vividi ne raccontano l’antichità e s’intona tutt’intorno ad una viva sensazione tra superstizione e fede che racconta le profonde radici culturali del popolo di Scorrano.

CONVENTO SAN FRANCESCO

Curiosando per le strade, troviamo il Convento di San Francesco risalente al quindicesimo secolo, fondato dai Frati Minori Conventuali.

È ancora presente la labile traccia di una torre posta sul versante nord del convento. Qui è presente un’epigrafe in pietra leccese fessurata obliquamente al centro, con scritto “MENSE CAESA RIS 1698”.

All’interno è presente un portico circondato per tutti e 4 i lati da pilastri e semi colonne con capitelli di epoche differenti. L’edificio è a pianta quadrangolare con un chiostro porticato a cui si lega la chiesa ubicata sulla fiancata est.

L’ordine inferiore è scandito da sei lesene corinzie che fanno da cornice al portale d’ingresso e allo stemma dei frati minori. Tracce di affreschi sono ancora conservati nelle campate orientali del chiostro e rappresentano figure di Santi non ben riconoscibili perché ricoperti da strati di calcina. Si intona così un senso di pace e mistero.

Il convento fu soppresso una prima volta nel 1809, per cui i Conventuali furono costretti ad abbandonarlo. Nel 1843 fu affidato ai Padri Agostiniani, che vi rimasero fino al 1866 quando vi fu ancora una volta la soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei loro beni.

riprese Music Platform

BIOGRAFIA LUCA FERRARI

Luca Ferrari inizia la sua carriera come dj nel 1988 a undici anni, grazie alla sua innata passione per vinili e giradischi: inizialmente propone diversi generi tra cui hip-house, techno ed Acid House.

Affidandosi alla sua raffinata e mai scontata selezione emotiva, con molta tecnica dà il suo contributo musicale a numerosi eventi del movimento underground in Italia, regalandoci affascinanti mix vinyl-only. Convinto di voler lasciare una “traccia” di sé nel panorama musicale, comincia a produrre riscuotendo da subito numerosi apprezzamenti nell’ambiente house internazionale e non solo. Nel 2000 produce il suo primo vinile “Everything Is gonna be Alright” con il progetto “Ferrari blues” in collaborazione con Guido Nemola. Attualmente lavora con amore e dedizione come dj/producer collaborando con label del calibro di Recycle, Irma, Manocalda/Pastaboys, Logical e tante altre.


Se oltre alla città di Scorrano desiderate conoscere altre meravigliose località pugliesi, visitate la sezione “TURISMO” all’interno del nostro sito.

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