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Un Bibliomotocarro in giro per la Basilicata

Bibliomotocarro di FerrandinaCome avvicinare i bambini e i ragazzi alla lettura? Così si chiedeva un maestro in pensione di Ferrandina (MT), interrogando gli stessi bambini sul perché non leggevano libri. Le risposte che riceveva erano diverse, ma tutte avevano un denominatore comune: per loro i libri erano troppo lontani da casa, chiusi nelle biblioteche dei paesi più grandi e distanti dai borghi e dalle contrade, così ricorrenti in un territorio montuoso e a bassa densità come quello lucano.

Per loro la soluzione era semplice: “Ai libri bisogna mettere le ruote”, gridavano, e da questa idea, genuina e intuitiva come solo i bambini possono esserlo, il maestro La Cava iniziò a pensare a come accontentarli. Sembra quasi una leggenda e invece sono ormai anni che il Bibliomotocarro è una bellissima realtà che gira nei paesini lucani proponendo ai bambini tanti nuovi libri da leggere. In un’epoca così votata alla tecnologia e alla voce di chi annuncia una progressiva scomparsa della carta stampata, questa iniziativa sembra quasi controcorrente, perché vuole avvicinarsi al mondo dei bambini partendo da un mezzo antico e umile, come il motocarro, e far riscoprire ai più piccoli il piacere dell’attesa, il rispetto dell’impegno di un libro preso in prestito, e soprattutto trasmettere la passione per la lettura, permettendo a tutti di scegliere i libri preferiti senza dover per forza di cose allontanarsi da casa.

Con la sua piccola apetta azzurra, dotata di tetto e comignolo per richiamare volutamente l’idea di casa, il maestro raggiunge così i luoghi maggiormente frequentati dai bambini, come le piazzette e i campi da calcio, per rispondere alla loro richiesta di avere i libri a portata di mano.

Con il passare del tempo l’idea si è evoluta e ha portato alla nascita dei cosiddetti “libri bianchi” ovvero poesie, racconti e pensieri realizzati dai bambini che poi completeranno bambini di altri luoghi, dando vita ad una scrittura corale davvero suggestiva. Di seguito il racconto del maestro:

Eravamo a San Mauro Forte, un piccolo centro della collina materana, per l’iniziativa “i libri hanno messo le ruote” presso la locale scuola secondaria di 1° grado. Mentre una quindicina di ragazzi erano intenti a scegliere ciascuno il proprio libro, una fanciulla extracomunitaria mi fa: “Maestro, e se i libri li scrivessimo noi?”. Rimasi sorpreso e diedi una risposta evasiva.” Ci possiamo pensare”. E ci pensai, eccome se ci pensai… Quella ragazza non aveva espresso soltanto un’idea bella e suggestiva; no, aveva manifestato un’esigenza, forse dichiarato un bisogno: non solo quello di raccontare, bensì quello, ancora più intimo, di “raccontarsi”.
Fu così che acquistai 200 volumetti bianchi, dei grossi quaderni con la copertina rigida e colorata, e li misi a disposizione di tutti i bambini che me li chiedevano passando di paese in paese. In un momento in cui la comunicazione, in famiglia come a scuola, risulta sempre più difficile e complicata, i fanciulli comunicano tra di loro, raccontandosi storie dei loro paesi e momenti della loro vita.

Sembra una fiaba, una storia dal lieto fine che intenerisce il cuore, e invece no: è una storia semplice e VERA di chi ha saputo ascoltare la voce dei bambini e dare vita ai loro sogni. Una storia che ha saputo trasformare un punto di debolezza in un punto di forza. Una storia lucana.

Per altre informazioni visitate il sito:

www.ilbibliomotocarro.com

 

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