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Cosa visitare in Puglia: Il trullo più antico

La parola “trullo” è un termine di uso recente e deriva dal greco trullos che significa cupola. Anticamente queste costruzioni venivano invece chiamate “casedde”, costruite dai contadini con pietra calcarea, presente in Puglia in grande abbondanza. Il territorio della Puglia è difatti, prevalentemente carsico con un sottile strato di terra rossa che i contadini con tanta fatica hanno reso coltivabile. Gli antichi chiamavano l’odierna Puglia Apulia petrosa.

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Il contadino costruiva il trullo nella parte più rocciosa del terreno, ovvero quella meno adatta alle coltivazioni. Appianava la pietra per costruire la base della casedda e dalla roccia ricavava le chiancarelle (pietre piatte). Queste pietre venivano posate a secco una sull’altra fino a formare cerchi concentrici che pian piano si restringevano fino a chiudere al vertice la volta conica con croci, stelle, sfere e altri simboli dal significato cristiano o scaramantico. Per la pavimentazione del trullo si utilizzavano le chianche (di uso odierno) lastre sottili di pietra levigate.

Il trullo originariamente altro non era che una semplice capanna fatta in pietra calcarea dalla forma circolare costruita senza alcun tipo di legante. Gli elementi alla base di ogni costruzione sono il muro, l’arco trilitico dell’ingresso, la volta a calotta ed il tetto.

Il trullo nel corso del tempo di evolve sostituendo l’arco trilitico dell’ingresso con l’arco romano a tutto sesto sormontato, comunque, da un timpano triangolare. Si arricchisce di comfort per essere adibito sempre più ad abitazione vera e propria quali il focolare, le finestre, la cisterna posta sotto il trullo stesso per la raccolta dell’ acqua piovana e una pavimentazione a basole di calcare. In un secondo momento iniziano ad addossarsi più trulli facilitati dalla trasformazione della pianta da circolare a quadrata. Si formano delle vere e proprie abitazioni unifamiliari, costituite da vano centrale e altre stanze o dipendenze laterali.

sezione_trullo Ulteriori adattamenti per un uso domestico del trullo, sono mensole, nicchie per la conservazione di beni e le pareti vengono intonacate.

Nella “Murgia dei Trulli” fino ai primi decenni del ‘900,  un altissima percentuale di popolazione viveva al di fuori dei centri urbani a causa della divisione dei fondi e nella pratica della vendita o affitto dei terreni agricoli a piccoli lotti. Questo comportava una costante presenza in campagna per prendersi cura dei terreni. ovviamente il trullo, si trasforma così da semplice rifugio di fortuna in vera e propria abitazione.

Cosa visitare in Puglia? Oggi vi sveliamo dove si trova il trullo più antico.

Oggi i trulli di Puglia, sono tra le cose che più contraddistinguono e caratterizzano il tacco d’Italia. I trullo sono concentrati in particolare nella Valle d’Itria e nel territorio della Murgia dei Trulli nei comuni di Alberobello (dichiarati il 5 Dicembre 1996  dall’ UNESCO patrimonio dell’intero pianeta), Locorotondo, Cisternino e Martina Franca. I trulli di Puglia sono considerati difatti, uno degli esempi più straordinari dell’architettura antica e popolare italiana, infatti, nonostante il trascorrere dei secoli, i trulli sono giunti sino ai nostri giorni perfettamente funzionali. Noti in tutto il mondo per la loro bellezza ed unicità sono ogni anno motivo di forte attrazione turistica.

Il trullo più antico della Puglia in Valle d’Itria risale al 1559, così come testimonia l’incisione fatta sull’architrave della sua porta.

Si trova in una proprietà privata facilmente accessibile in contrada Marziolla sulla via che da Locortondo conduce in località San Marco. Il “Trullo Marziolla” ha pianta circolare ed è alto circa 5,15 metri. Il perimetro della casa è circondato da un un ulteriore area di pietre. Secondo la memoria storica pare che questo enorme accumulo di pietre, sia antecedente al 1800.

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Secondo le alcune testimonianze, i contadini accumulavano le pietre a ridosso della costruzione per liberare il suolo dalla roccia in eccesso per cercare di rendere il suolo fertile.  E’ possibile ancora oggi scorgere all’interno del trullo una mangiatoia bassa e quattro nicchie usate come piani di appoggio. Sulla muratura ci sono sei fori ortogonali che fanno pensare alla disposizione di un tavolato fra la base e la cupola. I contadini che coltivavano i vigneti antistanti condividevano il trullo come unico ambiente; lo dimostra il palmeto vicino al trullo.

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