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Il Maggio di Accettura, un antico rituale nuziale propiziatorio

Il Maggio di Accettura trasportato dai buoi Il Maggio di Accettura trasportato dai buoi
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Il Maggio di Accettura trasportato dai buoi
Il maggio di Accettura trasportato dai buoi

Accettura è un piccolissimo paesino dell’entroterra potentino vicino alle famose Dolomiti Lucane, dove ogni anno nel periodo che va dall’Ascensione fin dopo la Pentecoste si svolge un antico rito propiziatorio per le nozze chiamato il Maggio di Accettura“. Di generazione in generazione, questa usanza si è tramandata senza perdere di genuinità, unendo giovani e anziani nel celebrare l’unione tra uomo e donna, tra uomo e natura, tra sacro e profano.

Considerata dall’Unesco, in una pubblicazione del 2001, come una delle 47 feste più belle del Mediterraneo, la cerimonia si svolge durante i festeggiamenti del patrono San Giuliano e consiste in una serie di passaggi distinti: mentre un gruppo di boscaioli si dirige alla ricerca del cerro più alto e dritto del bosco di Montepiano, chiamato il “maggio”, decine di giovani vanno alla ricerca della “cima”, un agrifoglio spinoso e ramificato, che diventerà la sposa del maggio.

Il taglio del cerro, particolarmente faticoso e svolto dagli uomini nel rispetto della natura, a colpi di asce e sudore, è un rituale decisamente coinvolgente: quando la pianta inizia a dare segni di cedimento, inizia un lamento che simboleggia il pianto dell’albero che sta per cadere al suolo.

Il giorno della Pentecoste il cerro viene trasportato in paese attraverso la lenta processione di decine di coppie di buoi, mentre i giovani che hanno selezionato l’agrifoglio lo trasportano sulle spalle lungo un percorso di quasi 15 km. Entrambi i cortei, quello del cerro e quello dell’agrifoglio, sono accompagnati da canti e danze di corteggiamento, che simboleggiano l’incontro tra i due sposi. Il trasporto del “maggio” e della “cima” dura l’intera giornata e prevede, lungo il percorso, esibizioni di forza fisica, accompagnamento musicale e frequenti soste per mangiare frittate e salsicce e bere vino.

L'innesto tra il cerro e l'agrifoglio
Gli abili scalatori del “maggio”

Nel centro storico del paese, in una atmosfera dove il tempo si ferma, dove sembra quasi di assistere agli antichi rituali pagani, avviene l’incontro tra il cerro e l’agrifoglio. L’innesto tra i due, che saranno innalzati nella piazza colma di gente e allestita a festa con banchetti e prodotti tradizionali, è il frutto di una tradizione rurale che affonda nei riti propiziatori della fertilità della terra e dell’uomo.

A conclusione della festa di Maggio di Accettura, squadre di cacciatori gareggiano nel tiro al bersaglio per far cadere le targhette appese ai rami dell’agrifoglio che daranno diritto al ritiro di premi. Infine, i più abili ed agili si cimenteranno nella scalata del “maggio”, conquistando in questo modo l’ammirazione di tutto il paese. E’ evidente in questo caso il richiamo al rito arcaico del passaggio all’età adulta, che avveniva attraverso le cerimonie di iniziazione.

Insomma un appuntamento da non perdere per chi è attratto da questi rituali arcaici che non sono stati intaccati nè dalla tecnologia, nè dal semplice folklore.

Di seguito una rassegna fotografica di tutti i momenti relativi a questa autentica festa lucana:

Per approfondimenti e informazioni sul programma visitate il sito www.ilmaggiodiaccettura.it 


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