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Il palazzo Simi e il museo civico di Bari

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Sotterranei Palazzo simi Bari
Sotterranei Palazzo Simi

Palazzo Simi: il palazzo Simi è stato costruito nel ‘500, ma dalla fine del XVII secolo diventa di proprietà dei Simi de Burgis, un’antica famiglia patrizia di origine lucchese. Fino al 30 settembre ospiterà la mostra temporanea “Ceramiche Apule”. Essa comprende 70 reperti: crateri a campana con figure rosse e sfondo nero, lucerne, ciotole, vasetti che un tempo hanno contenuto oli o profumi, rinvenuti nella zona di Bari e Canosa. Si tratta essenzialmente di ceramiche provenienti da scavi clandestini, in seguito confiscate dalle Forze dell’ Ordine divenendo patrimonio dello Stato. Accanto a ceramiche di tipo geometrico ed eseguite a mano, si possono ammirare altre risalenti al IV secolo a.c., che risentono dell’influsso del mondo ellenistico e sono realizzate al tornio. Non essendo noti i contesti di provenienza ed i dati di rinvenimento, i reperti sono stati raggruppati secondo le loro funzioni: tra le mura domestiche, la mensa, la bellezza e l’amore. La visita si conclude con un giro nei sotterranei, dove si rimane senza fiato di fronte alle mura romane, all’abside di una chiesa bizantina e all’abside del periodo medievale portate alla luce da scavi archeologici recenti. L’ingresso è libero. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 18.30.

Museo civico: nel 1919 nasce il “Museo Storico” in alcuni locali annessi al teatro Margherita. Durante la Seconda Guerra Mondiale il museo viene chiuso per divenire circolo ricreativo delle truppe anglo-americane. Ma è dal 1977 il museo civico si stabilisce in strada Sagges nella città vecchia. Nella prima stanza è possibile osservare documenti, armi e divise risalenti alla prima guerra mondiale. Nella stanza adiacente sono invece presenti un modellino di piroscafo, divise garibaldine, la rivista Giovine Italia, un documento autografo di Giuseppe Mazzini, foto e documenti che trattano il fenomeno del brigantaggio nato soprattutto in seguito all’aumento delle tasse come quelle sul macinato, conseguente all’unificazione del Regno d’Italia. Da una rampa di scale si giunge al piano superiore che custodisce caricature di Frate Menotti ed Esperus, antiche foto della Puglia tra cui spicca quella della Cattedrale di Bari scattata nei primi anni del ‘900 e le locandine di spettacoli organizzati dal teatro Piccinni dal 1950 in poi. L’ingresso al museo civico è libero. Fino a giugno il museo sarà aperto venerdì dalle 9.00 alle 13.00, sabato dalle 17.30 alle 20.30, domenica dalle 10 alle 13.

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