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LA CARTAPESTA: QUANDO ARTE E TRADIZIONE SI INCONTRANO

pietro balsamo - arte della cartapestaLa cartapesta, materia povera, semplice ma ricca di fascino e testimone di valori e tradizioni di tempi antichi. Arte, cultura e passione prendono forma grazie alle sapienti mani dei maestri cartapestai che dal nulla, con carta straccia, colla e fili di ferro creano dei veri capolavori. Mani abili e invisibili che ogni giorno si sporcano, modellano, plasmano  e inventano.

La cartapesta ha conosciuto il periodo di maggior diffusione tra il XVII e il XVIII secolo, fornendo la materia prima per capolavori che ancora oggi si possono ammirare in molti edifici religiosi, soprattutto del Salento, in cui l’arte della cartapesta si sviluppa e si radica grazie a fattori storici ben precisi: il proliferare di Confraternite, la nascita di ordini religiosi, il diffuso sentimento di fede nel periodo successivo alla Controriforma.

Un passato che è anche presente e che rivive tra i vicoli dei centri storici dei comuni salentini, dove è facile imbattersi in botteghe artigiane di maestri cartapestai che testimoniano e portano avanti la vocazione e la tradizione di una terra che ha fatto dell’artigianato il suo fiore all’occhiello. Botteghe che raccontano, che trasudano storia, che timide e rispettose tengono stretto il loro posto tra i palazzoni e la frenesia della modernità.

bottega cartapestaÈ proprio in una di queste botteghe, incastonata in una stradina del centro di Francavilla Fontana (BR), che decido di entrare; ad accogliermi Pietro Balsamo, un giovane artista (oltre che musicista), ma con una lunga esperienza alle spalle. Ne approfitto per conoscerlo meglio e fargli alcune domande:

Quando e com’è nata la passione per la cartapesta? Di solito è una tradizione che si tramanda di padre in figlio, vale anche per te?

No, la mia è una famiglia di contadini, ma io sono stato sempre molto attratto da tutto ciò che riguardava l’arte. Ho cominciato per curiosità, cimentandomi dapprima con tutt’altro tipo di materiali, dalla pasta di sale, al sughero al gesso; a diciotto anni mi sono imbattuto, per caso, nella bottega del Maestro Malecore, il cartapestaio più anziano di Lecce, e da lì è nata la passione.  Dopo circa otto anni passati ad osservare, imparare e lavorare con il maestro,  finalmente, nel 2004, ho aperto la mia bottega e riportato a Francavilla un’arte che si era persa da quasi 100 anni.

Ci puoi spiegare brevemente quali sono le varie fasi per realizzare un manufatto?

La lavorazione comincia con lo studio della statua, si calcolano le proporzioni, si creano le parti anatomiche, in terracotta se si tratta di statue piccole, o in cartapesta per stature che superano 100/110 cm; poi con filo di ferro e paglia si realizza il manichino e si procede con la preparazione della colla mischiando acqua, farina e solfato di rame per impedire che la statua venga intaccata dal tarlo. Dopodiché, si impiantano le parti anatomiche sul manichino, si va avanti con la vestizione, la fuocheggiatura che serve a rifinire il lavoro, la gessatura ed infine la coloritura, prima a tempera e poi ad olio. In media, il tempo per creare una statua di circa 30 cm va dai 12 ai 15 giorni, ma dipende molto dalle caratteristiche e dal soggetto. Più dettagli ci sono, più giorni ovviamente sono necessari.

Ti occupi prevalentemente di arte sacra?

oggetti cartapestaSì, mi occupo soprattutto di opere sacre, ma posso creare anche maschere, caricature ed oggettistica varia su commissione. Il punto è che per essere un cartapestaio devi essere innanzitutto uno scultore in grado di fare tutto. Se ti limiti a fare il cartapestaio devi avvalerti di altre figure che completino l’opera come accadeva nelle botteghe del passato. A me piace veder nascere e l’opera dalle mie mani, e seguirla in ogni fase .

Ultimamente si sta assistendo ad un avvicinamento  dei ragazzi a quest’arte, è vero? Ci sono dei corsi da seguire per chi volesse imparare a lavorare la cartapesta?

Sì, è vero. La mia è una bottega aperta e di tanto in tanto la gente si ferma incuriosita dal mio lavoro; mi guardano mentre modello, mentre estraggo la terracotta dal forno o quando sono per strada durante la fase di fuocheggiatura. Non sono molto favorevole ai corsi perché, spesso, mirano a fornire soltanto nozioni e principi basilari; insomma, non ti insegnano a diventare un cartapestaio. Il segreto è la pratica, il duro lavoro e l’esperienza.

I tuoi lavori sono delle vere e proprie opere d’arte. Ce n’è una di cui sei particolarmente fiero?

Non è facile rispondere a questa domanda perché ogni statua è come se fosse un figlio. L’anno scorso, per esempio, mi sono molto emozionato nel vedere sfilare una mia scultura a Triggiano, in provincia di Bari. La scultura ritraeva la Madonna e San Giovanni Evangelista sotto la Croce e ciò che mi  ha più emozionato è stato vedere la gente commossa o ferma in preghiera di fronte all’opera. L’artista, del resto, deve saper fare questo: emozionarsi ed emozionare.

Da qualche giorno la cartapesta leccese è approdata sul web nella mostra virtuale dedicata al made in Italy, promossa da Google…

Sì, negli ultimi anni c’è una forte rivalutazione di questa arte, un tempo considerata minore: Lecce è la capitale della cartapesta a tutti gli effetti ed ha un mercato molto ampio. La situazione è un po’ diversa per chi, come me, risiede fuori da questo centro nevralgico; nella provincia di Brindisi o Taranto, per esempio, non siamo molto valorizzati, a differenza di altre maestranze. Non abbiamo agevolazioni che ci permettano di incrementare e portare avanti questa tradizione. A me piacerebbe molto poter avere degli apprendisti a cui insegnare le tecniche della cartapesta ma purtroppo l’eccessiva pressione fiscale sulla piccola impresa me lo impedisce.

Come vedi il tuo futuro?

Ti rispondo citando una frase che usava ripetere sempre il mio maestro: “io voglio morire con le mani nella cartapesta”.  Andare in bottega per me è un piacere, un anti-stress . Mi fa arrabbiare la gente che pretende che un lavoro sia fatto in pochissimi giorni. I tempi non li detto io, li detta la carta che è un materiale bello, che si presta a tante cose ma che devi conoscere e “rispettare”.

Spero di essere riuscita a trasmettervi attraverso queste righe almeno un po’ della passione e dell’emozione che ho avvertito io parlando con Pietro.

Per info e contatti:

La Bottega “Tesori di Carta” si trova a Francavilla Fontana,

Via San Salvatore 17

https://www.facebook.com/tesoridicarta.pietrobalsamo

Giovanna Gallo

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