“Questo posto favorisce il mio modo visionario di raccontare il mondo e poi aiuta a sognare, soprattutto quando c’è un meraviglioso cielo stellato che puoi vedere uguale solo nel Sahara. Un solo consiglio: bisogna vivere le Tremiti lasciandosi trasportare dai ritmi naturali, solo così si potranno amare nella loro interezza”.

Così parlava Lucio Dalla delle isole Tremiti, l’arcipelago che il cantautore bolognese aveva scelto come seconda casa e come fonte d’ispirazione per la sua musica. Alcune delle sue canzoni più famose come Piazza Grande, La casa in riva al mare, 4 marzo 1943, Com’ è profondo il mar, sono nate proprio su quegli scogli di fronte a quel mare ed è bello pensare che in esse ci sia anche un po’ della nostra Puglia.

Le isole Tremiti sono un arcipelago del mare Adriatico e fanno parte della provincia di Foggia. È costituito da cinque isole: San Domino, San Nicola, Capraia, Cretaccio e Pianosa. Le uniche due abitate sono San Domino e San Nicola dove risiedono circa 450 persone.

SAN DOMINO

San Domino, detta anche la “perla verde dell’Adriatico”,s.domino è l’isola più grande ed è quella dove si concentra il maggior numero di strutture ricettive. È ricoperta da una caratteristica pineta di pini d’Aleppo che arrivano, in alcuni punti, fino alle rocce che cadono a strapiombo sul mare. La costa è puntellata da suggestive cale, insenature e spiaggette che si aprono sul mare cristallino. Lungo la costa di San Domino si trovano le tre grotte più famose delle Tremiti: Le Viole, Le Rondinelle e la grotta del Bue Marino che sono visitabili grazie a escursioni in barca di circa 50 minuti in partenza nei porti di San domino e San Nicola in vari orari.

Tra calette, insenature o avvallamenti, le più belle spiagge da non perdere sono:

  • Cala delle Arene, adiacente al porticciolo, è l’unica spiaggetta sabbiosa di una certa dimensione e dal fondale basso di tutto l’arcipelago.
  • Cala Matano (così chiamata in onore della duchessa Matano) è un’insenatura naturale cui si accede a piedi attraverso un ripido sentiero. La cala scende a strapiombo sul mare, con spiaggetta arenosa attrezzata.
  • Cala degli Inglesi, dove affondò un battello inglese di contrabbandieri, è formata da una piccola insenatura con le rocce che degradano verso il mare.
  • Cala Tamariello, così chiamata per la presenza dei gamberi (in dialetto “amarielli”), è un’insenatura chiusa a sinistra dalla Punta del Diamante che rappresenta il punto più settentrionale dell’isola di San Domino. È accessibile esclusivamente dal mare e la spiaggetta si presta all’attracco di piccoli natanti.
  • Cala Tonda, famosa perché le sue acque formano un suggestivo laghetto.
  • Merita una visita anche la punta di Zio Cesare che, invece, costituisce l’estremità meridionale di S. Domino: al largo di questa è stato scoperto il relitto di una lunga nave romana.

San Domino è un’isola ricca di turismo e meta di molti visitatori, ma ha saputo conservare il suo aspetto selvaggio e naturale e la sua incantevole bellezza .

SAN NICOLA

San Nicola rappresenta il centro amministrativo di tutto l’arcipelago e se san Domino è l’isola dei paesaggi mozzafiato e della natura incontaminata, S. sannicolaNicola è sicuramente più interessante per la sua valenza culturale e storica: torri, fortificazioni imponenti, muraglie, chiese e chiostri rendono quest’isola una sorta di museo galleggiante. La costruzione più imponente e maestosa è  la fortezza-abbazia di Santa Maria a Mare costruita dai Monaci Benedettini di Montecassino nel 1045 d.C. Gli stessi edificarono le costruzioni tuttora ubicate sul versante settentrionale della chiesa, poi restaurate con l’arrivo dei monaci lateranensi che decisero di modificare la facciata e il portale con motivi rinascimentali. Costruita tutta in perlinato svevo, pietra da taglio bianchissima, la chiesa è il monumento più suggestivo delle Isole Tremiti.

Il versante ovest è quello meno scosceso dell’isola e scende in maniera piuttosto dolce verso una spiaggetta arenosa, dove c’è la Marina con annesso il piccolo porticciolo. Dal porticciolo si può salire verso il centro abitato attraverso l’unica porta di ingresso, salendo attraverso una rampa protetta da un muro con una serie di feritoie distanziate usate dai monaci per scrutare il mare.

Gli amanti delle immersioni non potranno fare a meno di esplorare i suggestivi fondali intorno a Capraia. I punti in cui è possibile immergersi sono più di 50, di cui i più noti sono: Scoglio dell’Elefante, ideale anche per i principianti; Punta Secca, dove grazie alla presenza delle correnti marine vi sono moltissime forme di vita stanziale e pesce di passo; lo Scoglio del Corvo, i cui fondali sono completamente ricoperti di alcionari; Secca di Punta Secca che ospita invece numerosi esemplari di flora e fauna marina, oltre a due archi naturali presenti a oltre 40 metri di profondità. I fondali di Caprara ospitano, tra l’altro, la più grande statua sottomarina del mondo dedicata a Padre Pio e posta a 10 metri di profondità vicino la costa dell’isola.

COME RAGGIUNGERE L’ARCIPELAGO. Le isole sono facilmente raggiungibili dalle principali località  costiere limitrofe tramite motonavi, traghetti e aliscafi dai porti dell’Abruzzo (Pescara, Ortona, Vasto), del Molise (Termoli) e della Puglia (Manfredonia, Vieste, Peschici e Rodi Garganico). In alternativa si può optare per l’elicottero che parte tutti i giorni dall’aeroporto di Foggia (circa 20 min. di volo).

CURIOSITÀ MITOLOGICHE. Anticamente le Isole Tremiti venivano chiamate Insulae Diomedee dal nome dell’eroe greco Diomede che qui sarebbe stato sepolto. Una delle leggende narra che Diomede abbia avvistato le isole dopo una tempesta e che si sia insediato dando loro il suo nome; quando morì in duello contro il fratello Aleno, fu sepolto sull’isola di S. Nicola mentre i suoi compagni furono mutati da Venere in uccelli: le diomede, uccelli marini rari che nidificano una sola volta l’anno nelle cavità più alte delle isole Tremiti.  Ancora oggi, di notte è possibile ascoltare il loro canto che, simile a grida e lamenti, è considerato il pianto dei guerrieri per il loro eroe perduto.

Giovanna Gallo

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *