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La Cattedrale di Matera ed il mistero del Rosone

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2747_1071059069858_2470220_nSe siete giunti fino in Basilicata, non potete non visitare la città dei Sassi, (da quest’anno la città europea della cultura). Una delle cose da vedere e visitare assolutamente è la Cattedrale di Matera.

La Cattedrale in seguito a lunghi lavori di restauro, è stata riaperta al pubblico nel 2016. Da allora è possibile ammirarla in tutto il suo splendore.

Orari per visitare la Cattedrale di Matera

E’ possibile visitare la cattedrale tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 19:00 con ingresso gratuito.

All’interno della Cattedrale sono a disposizione dei visitatori audio guide portabili al costo di 2.00 €

Dove si trova la Cattedrale di Matera

La Cattedrale di Matera in stile romanico pugliese è posta sull’altura, della vecchia civita dove nacquero le prime abitazioni dei sassi. I lavori di edificazione si conclusero nel 1270 sull’area dove sorgeva un monastero benedettino dedicato a Sant’Eustachio nel 1082. Sul Sasso Barisano si proietta la facciata esterna, ricca di elementi fortemente simbolici.

Come raggiungere la cattedrale

E’ possibile raggiungere la Cattedrale di Matera da:

    • Via delle Beccherie

  • Piazza del Sedile

Per raggiungere la Cattedrale esistono, inoltre, altri 2 percorsi meno noti.

  • Via Riscatto
  • Via Muro

Il visitatore che opterà per uno di questi due percorsi alternativi, potrà trovare diverse scale e numerosi vicoletti nei quali addentrarsi. Tuttavia, entrambi i percorsi offrono panorami e squarci sulla Murgia degni di nota.

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Il rosone

La facciata centrale della cattedrale è dominata per due terzi da un meraviglioso rosone, costellato di storia e significato dei quali solo in pochi sono a conoscenza.

Quale significato cela il rosone materano?

Il magnifico rosone della Cattedrale di Matera è formato da 16 raggi ed è circondato da quattro figure poste in corrispondenza dei quattro punti cardinali: una in basso e una in alto, una a destra e una a sinistra.

Proviamo ad osservare insieme il rosone: se cerchiamo di tracciare una linea immaginaria che collega le quattro figure a due a due, notiamo un evidente asimmetria che sta a sottolineare l’imperfezione umana, in quanto, la perfezione appartiene solo a Dio.

Delle quattro figure, solo quella in alto è stata ha un’identità certa, l’Arcangelo Michele che sconfigge il Drago; le altre tre figure, quelle poste ai lati e quella posta in basso sono telamoni

Quale significato allora nasconde il rosone?

cattedrale matera
foto di Antonio Passaseo http://www.panoramio.com/photo/53667068

I personaggi del rosone

I personaggi del rosone appartengono alla tradizione cristiana, come l’Arcangelo Michele, e a quella mitologica e pagana, come i tre telamoni. L’Arcangelo Michele nell’iconografia e nella storia cristiana è rappresentato alato con una spada o una lancia mentre sconfigge il demonio nelle sembianze di un drago.

I tre telamoni derivano dalla mitologia greca, dal mito di Atlante che nel rosone è raffigurato con il personaggio in basso. Atlante era un titano che fu punito da Zeus per aver capeggiato la rivolta dei Giganti contro gli dei dell’Olimpo. La condanna fu di sorreggere la volta celeste sulle proprie spalle. I telamoni ai lati sono posizionati con le loro braccia a sorreggere e a far girare la ruota. Quella della Fortuna.

La Ruota della Fortuna

Il rosone della Cattedrale di Matera simboleggia un unico oggetto: la Ruota. La ruota è un cerchio mobile e ricorda la ciclicità delle sorti umane, da un lato, e dall’altro l’avvicendarsi imprevedibile dei casi e l’instabilità della sorte.

Quell’equilibrio precario e mutevole in cui tutto gira: ciò che si trova in alto cadrà per poi risollevarsi. Secondo i greci a muovere le fila delle sorti umane era la dea Fortuna. I filosofi e i letterati antichi la descrivevano come una donna ingannatrice e malvagia, perché prima seduceva gli uomini elargendo ricchezze che, poi, sottraeva improvvisamente.

Nel VI secolo nell’opera De Consolatione Philosophiae, il filosofo Boezio paragonò la Fortuna ad una ruota che fa girare la vita degli uomini. Nel XI secolo si trovò la prima raffigurazione medioevale della ruota della fortuna presso la biblioteca di Montecassino e dal XII secolo in poi si diffuse l’immagine della Fortuna che gira la ruota associata all’epigramma Regno, regnavi, sum sine regno, regnabo [regno, ho regnato, sono senza regno, regnerò]. Allora quale è il legame tra l’Arcangelo Michele e la ruota della fortuna? Perché coesistono cristianità e paganesimo?

Svelato il mistero

La fortuna è la casualità, è qualcosa contro cui la volontà umana è impotente. Tutto ciò che sfugge al controllo umano rischia di essere privato di senso e giustificato con la fortuna, con la scaramanzia, con la provvidenza. L’imprevedibilità della vita si accetta serenamente se l’attaccamento dell’uomo ai beni materiali non è morboso. Perciò l’Arcangelo Michele troneggia sulla ruota mentre uccide il drago. È un’azione perenne che si ripete. Sconfigge la tentazione dell’uomo di possedere morbosamente. Il sommo bene è fissato unicamente in Dio pertanto è meno doloroso e più sereno accettare la volontà divina.

Maria Sansone


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